Bitcoin: Dato per Morto Centinaia di Volte – Ancora In Ottima Forma

Andreas Antonopoulos spiega perchè bitcoin è stato dato per spacciato letteralmente centinaia di volte negli ultimi 5 anni ma è ancora qui con noi, più in forma che mai e non ci sono indicazioni che ci lascino prevedere che ci abbandonerà presto.

Bitcoin: Dato per Morto Centinaia di Volte – Ancora In Ottima Forma

Bitcoin è stato dato per spacciato.....centinaia di volte negli ultimi 5 anni.

Ma è ancora qui con noi, più in forma che mai e non ci sono indicazioni che ci lascino prevedere che ci abbandonerà presto. La domanda è: perché così tanti esperti continuano a sbagliare clamorosamente dichirandolo morto prima del tempo? Abbiamo invitato Andreas Antonopoulos a condividere con noi la sua opinione in merito e cosa pensa della solidità attuale dell' ecosistema Bitcoin.

La Morte Immaginaria

Da quando bitcoin ha iniziato a guadagnare popolarità nel 2010, molti economisti, politici, banchieri ed esperti di finanza hanno annunciato più volte la morte di Bitcoin sbagliando costantemente.

La sezione di wikipedia “necrologi Bitcoin” riporta alcuni esempi:

Forbes ha dichiarato bitcoin “morto” nel Giugno 2011, seguito da Gizmodo Australia nell'Agosto 2011.

Wired ha scritto che era “scaduto” nel dicembre 2012, Ouishare Magazine ha dichiarato “game over, bitcoin” nel Maggio 2013 e il New York Magazine ha scritto che bitcoin fosse “con un piede nella fossa” nel Giugno 2013

Reuters pubblicò un “necrologio” per bitcoin nel Gennaio 2014.

Lo Street Insider dichiarò bitcoin “morto” a Febbraio 2014 insieme a The Weekly Standard nel Marzo 2014, seguito da Salon e Vice News nello stesso mese e dal Financial Times a Settembre 2014.

Nel Gennaio 2015, USA Today ha spiegato come bitcoin fosse “sulla via del tramonto” e The Telegraph dichiarò “la conclusione dell'esperimento bitcoin”.

Questi sono solo alcuni esempi

Il sito 99bitcoins.com ha preparato una raccolta di tutte le “morti precoci” di Bitcoin che sono riusciti a raccogliere. La pagina mostra 83 diversi casi al momento e segue solo le notizie in lingua inglese. Questa raccolta rappresenta solo una frazione del totale.

Anche lo “scandalo” del crollo di MtGox nel Dicembre 2013, che diede vita a innumerevoli sentenze di morte per bitcoin, la tecnologia emerse vittoriosa: era scambiata a 130$ prima della bolla e dopo la sua esplosione al picco di 1100$ il prezzo si è lentamente abbassato raggiungendo i 450$ dopo sei mesi. Non è mai sceso sotto i 200$ da allora.

MtGox è stato un problema per molti ma di certo non ha segnato la fine di Bitcoin, MtGox è stato una grande fonte di pubblicità per bitcoin (Bitcoin veniva citato nelle news di tutto il mondo) che ha spinto il prezzo alle stelle come nulla prima.

Uno degli ultimi “esperti” ad esprimersi appena un paio di settimane fa è stato il CEO di JP Morgan Jamie Dimon che ha dichiarato:

“Bitcoin verrà fermato!”

Come per dichiarare guerra alle criptocurrencies (mossa inaspettata...).

Il punto di vista del “Bitcoin Evangelist” Andreas Antonopoulos

Mentre passa il tempo, Bitcoin continua a penetrare il sistema finanziario e la società, e anche se non è ancora di utilizzo comune la sua forza cresce di giorno in giorno grazie a investimenti di capitale, costruzione di infrastrutture e alla diffusione fra gli utenti che iniziano a capire che si tratta di una tecnologia in grande crescita che rappresenta un sistema di pagamento più veloce ed economico.

Vi presentiamo il punto di vista del “Bitcoin Evangelist” Andreas Antonopoulos, esperto di sicurezza informatica, imprenditore, autore del libro Mastering Bitcoin e speaker a diverse importanti conferenze del settore.

Cointelegraph: Ciao Andreas, grazie per il tuo tempo. So che sei molto impegnato quindi partiamo subito: cosa ne pensi del fatto che molti esperti di finanza, politici e giornalisti annunciano continuamente la morte di Bitcoin? Pensi non riescano a comprendere il sistema? E' un problema di disinformazione, mancanza di competenze tecniche o solo paura dell'innovazione?

Andreas Antonopoulos: Bitcoin funziona senza le “regole” delle valute tradizionali. Per chi ha una conoscenza istituzionale della finanza, l'idea di denaro basato su un network non può funzionare in alcun modo.

Il fatto che funzioni forza molti ad affrontare una dissonanza cognitiva. Se questa tecnologia funziona allora le teorie economiche attuali non sono corrette.

Andreas Antonopoulos

CT: Interessante il fatto che utilizzi il termine dissonanza cognitiva, un meccanismo che spesso impedisce alle persone di accettare una realtà troppo diversa dalle loro aspettative.

Senza contare la tecnologia Blockchain, quali pensi siano i principali motivi per cui bitcoin e così resistente? Perchè, nonostante abbia una base di utenti molto ridotta rispetto alla popolazione mondiale e sia stato colpito da vari “scandali” tra cui divieti da parte di nazioni come Cina e Russia, il prezzo si mantiene su buoni livelli e la diffusione continua?

Ho identificato tre punti che giustificano il fatto che bitcoin resista a questi problemi:

(1) Circa 800 milioni di dollari sono stati investiti per la costruzione di infrastrutture per il suo utilizzo, più di quanto fosse stato investito inizialmente in internet stessa.

(2) Bitcoin non è solo speculazione ma viene utilizzato in quanto offre vantaggi unici

(3) Come conseguenza del punto (2) ci saranno sempre persone che li vorranno utilizzare per il semplice fatto che funzionano. Portano vantaggi concreti rispetto ai metodi tradizionali e di conseguenza hanno un valore dettato dai possibili utilizzi.

Cosa pensi di questi punti? Credi ci siano altri fattori determinanti?

AA: Bitcoin è utile. Ha un'utilità intrinseca. Fa cose che nessun'altra valuta o rete di pagamento può fare. E' progettato come una rete dinamica, adattabile e decentralizzata il che lo rende incredibilmente resistente. Fintanto che bitcoin sarà utilizzabile semplicemente installando una app non abbandonerò mai questa tecnologia, indipendentemente dal prezzo o dalle normative. Nel lungo termine questa resistenza alle difficoltà sarà considerata un elemento che dà valore alla valuta.

CT: Pensi che Bitcoin abbia raggiunto il “punto di non ritorno” in cui solo eventi catastrofici potrebbero sancirne la fine o credi che ci sia una possibilità che il sistema collassi e sparisca in futuro?

AA: Bitcoin è il “proof-of-concept” delle reti finanziarie e monetarie decentralizzate. Un concetto che ormai si è stabilito dimostrando di poter crescere e svilupparsi. Qualunque forma prenda in futuro, che sia Bitcoin, un altro sistema chiamato bitcoin, o un'altra soluzione, il concetto e già stato diffuso. Continuerà a trasformare il settore finanziario globale per decine di anni. Non può essere ignorato perchè si basa su principi matematici.

CT: Pensi che il fatto che alcuni governi stiano prendendo misure contro Bitcoin dopo gli attacchi di Parigi ed altri episodi di terrorismo rappresenti una minaccia per l'ecosistema Bitcoin?

AA: No, queste norme sono state dettate da una concezione errata, sono inefficienti e in definitiva danneggeranno solo le nazioni che le supportano. Il denaro che finanzia i terroristi viene dal petrolio e i finanziatori più influenti sono i nostri “alleati” dell' Arabia Saudita. Dopo ogni attacco, le stesse autorità cercano con estremo cinismo di persuadere la popolazione a rinunciare a ulteriori diritti, ignorando il fatto palese che le stesse misure in passato non solo non hanno fermato gli attacchi ma li hanno intensificati. Mentre si impegnano per incolpare Snowden, la crittografia, i diritti civili, i rifugiati e Bitcoin dovremmo invece concentrarci sulle cause reali – le guerre occidentali in medio oriente, attacchi con droni, terrorismo di stato, finanziamenti alla milizia, supporto a dittatori e alleanze con estremisti religiosi come i sauditi.

Se i governi cercano di vietare bitcoin daranno solo vita a sistemi ben più difficili da tracciare.

CT: Da un altro punto di vista alcuni parlano di una “lenta diffusione” di Bitcoin che sta causando la sua morte (di nuovo) e di compagnie che stanno cambiando la loro posizione in merito. Credi sia corretto o queste persone si aspettano troppo? Dopo tutto Bitcoin ha iniziato a diffondersi solo 3-4 anni fa, è un sistema monetario completamente nuovo e non è facile per le persone accettare una cosa di questo genere; inoltre uno dei punti fondamentali di Bitcoin è il fatto che non sia controllato da un organismo centrale, il chè spinge alcuni a pensare che non sia affidabile. Ma non mi spingerei a dichiararlo morto se un singolo operatore come BitPay processa circa un milione di dollari al giorno in transazioni ed è stato fondato nel 2011, eBay è stato fondato nel 1995 e oggi fattura 89 milioni all'anno.

AA: Siamo nel sesto anno di sviluppo della tecnologia. E' come abbandonare internet nel 1992 perché non ci sono abbastanza utenti. E' ridicolo pensare che una tecnologia rivoluzionaria nata sei anni fa diventi un successo da un giorno all'altro. Il segreto del successo sta in 10-20 anni di sviluppo. Tutti i trend mostrano dati incoraggianti: innovazione, sviluppo tecnico, investimenti, volume delle transazioni ecc. Bisogna avere aspettative realistiche e un po'di pazienza. Credo che la tecnologia blockchain in sè non sia più interessante delle intranet aziendali negli anni 90. Non introduce nulla di rivoluzionario di per sè ed è solo interessante per banche che vogliono evitare cambiamenti radicali e si affidano a “mezze soluzioni”.

CT: Non avrei potuto esprimermi meglio, bitcoin sta crescendo, forse lentamente ma non si sta certamente rimpicciolendo. Il fatto che queste compagnie siano in difficoltà e si interessino ad altri aspetti, probabilmente sta solo ad indicare una leggera saturazione del mercato.

Ma quale pensi sia la minaccia più grande per l'ecosistema Bitcoin? Cosa potrebbe danneggiarlo a tal punto da distruggerne la reputazione e mandare il valore a zero? Ad esempio ero preoccupato che ci sarebbero state conseguenze dopo il recente dibattito sulla dimensione dei blocchi che rischia di causare una “fork” nella Blockchain. Quello mi è parso uno scontro che ha danneggiato la reputazione di Bitcoin.

AA: Non credo che qualcosa potrebbe portare il valore a zero. Fintanto che bitcoin funzionerà e sarà utilizzabile sopravviverà. E' curioso come oggi non ci chiediamo affatto se internet possa “fallire” ma agli inizi era una paura comune. Ora tutto è connesso. Bitcoin segue lo stesso percorso. Se la reputazione soffrisse un colpo troppo duro ci si inventerà un nuovo nome o una nuova valuta. Che sarà acquistata... con Bitcoin. Non riesco ad immaginare nessuno scenario che preveda una fine. Troppe persone hanno investito tempo e denaro nella tecnologia quindi se ci sono problemi ci saranno molte persone motivate a risolverli. I sistemi centralizzati sono molto più propensi al collasso. Dovremmo preoccuparci di Euro e Dollaro.....

CT: Ora dammi un numero: quante possibilità pensi ci siano che bitcoin fallisca e scompaia entro il 2020.

AA:0%.

CT: Ah, me lo aspettavo.

AA: Sono solo quattro anni....

CT: Sì sono solo 4 anni. Ma se bitcoin sopravviverà così a lungo sarà completamente indistruttibile.

AA: Lo è già. Bitcoin è diventato indistruttibile quando ha superato 1$ in valore

CT: Considerando che sono un grande fan di bitcoin e della tecnologia in generale, ho comunque qualche dubbio, anche se remoto sulla sua invulnerabilità. Mi preoccupano banche e governi.

AA: Sono più fragili e impotenti di quanto ci vogliano far credere.

CT: E' certamente possibile! Grazie per la chiacchierata, sono certo che i nostri lettori ne trarranno interessanti spunti per approfondire la situazione attuale di Bitcoin e analizzare i dubbi sul suo futuro.

Questo è tutto per ora. Cointelegraph pubblicherà a breve un altro articolo intervistando un esperto del settore bancario tradizionale che non crede in Bitcoin. Potrebbe essere una buona occasione per vedere Bitcoin da una nuova prospettiva.

Intervista a cura di Marco E. G. Maltese