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Giovanni Pigni
Scritto da Giovanni Pigni,Giornalista di redazione
Sam Bourgi
Revisionato da Sam Bourgi,Giornalista di redazione

Bitcoin sottovaluta rischio di guerra prolungata in Iran? Opinione ex gestore hedge fund

In una recente intervista rilasciata a Cointelegraph, l'investitore macroeconomico James Lavish spiega perché i mercati prezzano una rapida conclusione della guerra in Iran — e cosa potrebbe accadere se tale ipotesi fosse errata.

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Nell'ultima intervista rilasciata a Cointelegraph, l'investitore macroeconomico ed ex gestore di hedge fund James Lavish ha lanciato un severo monito ai possessori di Bitcoin e agli investitori globali: i mercati potrebbero già scontare una rapida risoluzione del conflitto con l'Iran, ma se tale ipotesi si rivelasse errata, le conseguenze potrebbero essere gravi.

Lavish ha sostenuto che, se il conflitto dovesse protrarsi e continuare a esercitare pressione sui prezzi del petrolio, il risultato potrebbe essere un nuovo shock inflazionistico, il riemergere dei timori di stagflazione e un significativo ridimensionamento dei prezzi sui mercati globali.

A suo avviso, questo scenario metterebbe la Federal Reserve in una posizione impossibile: incapace di aumentare i tassi in modo aggressivo senza rischiare una recessione, ma incapace anche di tagliare i tassi a causa dell'inflazione persistente.

È qui che la discussione diventa particolarmente rilevante per Bitcoin (BTC). Lavish spiega perché Bitcoin si è comportato in modo diverso dall'oro e dalle azioni negli ultimi mesi, e perché quella relativa resilienza potrebbe non durare in un vero evento di panico con “correlazione pari a uno”.

Se i mercati subissero un calo più profondo, afferma, Bitcoin potrebbe scendere di un altro 10-20%, tornando potenzialmente nella fascia bassa dei 50.000 dollari o addirittura in quella alta dei 40.000 dollari.

Eppure, Lavish è tutt'altro che ribassista nel lungo periodo.

Una delle parti più convincenti dell'intervista è la sua argomentazione secondo cui una tale svendita non distruggerebbe la tesi del Bitcoin — potrebbe infatti creare una grande opportunità. Spiega inoltre perché gli investitori dovrebbero evitare sia un'eccessiva leva finanziaria sia una totale assenza di esposizione in un mercato guidato dai titoli di guerra, dallo stress obbligazionario e dalle aspettative in rapido mutamento sulla politica della Fed.

L'intervista tocca anche gli investimenti rifugio, i mercati energetici, i rendimenti dei titoli del Tesoro e la stampa di moneta.

Se volete capire come un esperto investitore macroeconomico valuta il rischio di guerra, il rischio di recessione e la prossima mossa del Bitcoin, guardate l'intervista completa sul nostro canale YouTube e non dimenticate di iscrivervi!


Questa intervista è stata modificata e ridotta per maggiore chiarezza.