Privacy e Smartphone: come proteggere le proprie comunicazioni via mobile

Già da qualche anno le tecnologie mobile hanno rivoluzionato il modo in cui ci relazioniamo e comunichiamo. Molti di noi ogni giorno utilizzano applicazioni come Skype, whatsapp e Facebook per scambiare informazioni e condividere momenti della giornata. Alcune domande sorgono però spontanee ovvero le nostre comunicazioni sono al sicuro? Quando decido di mantenere una notizia/foto/documento privato è davvero tale?

Privacy e Smartphone: come proteggere le proprie comunicazioni via mobile

Già da qualche anno le tecnologie mobile hanno rivoluzionato il modo in cui ci relazioniamo e comunichiamo. Molti di noi ogni giorno utilizzano applicazioni come Skype, Whatsapp e Facebook per scambiare informazioni e condividere momenti della giornata. Alcune domande sorgono però spontanee ovvero le nostre comunicazioni sono al sicuro? Quando decido di mantenere una notizia/foto/documento privato è davvero tale?

L'importanza della privacy

La privacy è un requisito basilare per alcuni individui in particolari condizioni. Basti pensare a dissidenti in regimi totalitari, giornalisti o “whistleblower” come Snowden. Ma la necessità per una maggiore riservatezza e protezione delle proprie comunicazioni può non essere, almeno in apparenza, un requisito fondamentale per molti cittadini occidentali rispettosi della legge.

La necessità per una maggiore privacy anche in occidente nasce dal fatto che oggi i dati personali sono diventati a tutti gli effetti una merce preziosa. La prima considerazione di molti utenti è che non sia necessario proteggere la maggior parte delle informazioni in quanto non rappresentano dati “riservati” ma in realtà ogni foto o messaggio dà un'idea ben precisa di chi siamo e permette alle compagnie di creare un profilo dettagliato su ogni potenziale cliente.

Da notare inoltre che gli strumenti più diffusi come Skype e Whatsapp non forniscono un'adeguata protezione per i messaggi degli utenti e non utilizzano sistemi di "end to end encryption” rendendo possibile l'intercettazione dei dati e esponendo gli utenti ai rischi legati a furti d'informazioni nel corso dei frequenti attacchi hacker alle piattaforme centralizzate di comunicazione.

Numerose e disparate organizzazioni come regimi totalitari, gruppi hacker, aziende ed agenzie di sorveglianza sono costantemente impegnate in attività di “data mining” ovvero l'analisi di dati più o meno personali per tracciare un profilo individuale. Non tutti si sentono a proprio agio con un monitoraggio di questo tipo e fortunatamente per chi desidera proteggere i propri dati esistono applicazioni di comunicazione che possono aiutare a restare anonimi.

Network

Come proteggersi

I dispositivi mobile sono intrinsecamente vulnerabili a fughe di dati e non sono pensati per la privacy ma al contrario per fornire l'integrazione di diverse applicazioni attraverso la condivisione di dati. Alcuni produttori come Apple e sopratutto Blackberry forniscono alcune features e soluzioni crittografiche che migliorano la privacy dei propri dispositivi rispetto ai più diffusi Android ma il rischio rimane.

Quello che bisogna comprendere è che la privacy si paga sempre con un sacrificio in termini di usabilità delle appicazioni, un disco crittato sarà più lento a caricare i dati in quanto li deve decifrare, un'applicazione che non condivide i nostri dati non potrà comunicare liberamente con altri software ed un browser che non registra le nostre informazioni non potrà fornire personalizzazioni della ricerca.

Il pincipale rischio per la nostra privacy è ed è sempre stato da ricercare in noi stessi. Siamo disposti a sacrificare un po' di comodità per mantenere il controllo dei nostri dati? Siamo disposti a seguire pratiche dettate dal buon senso invece che dalla convenienza?

Fortunatamente per coloro che hanno a cuore la propria privacy esistono applicazioni che possono aiutare a mantenere il controllo sui nostri dati personali.

Telegram

App Alternative

Sul mercato ci sono diverse soluzioni per chi desidera mantenere la privacy delle proprie comunicazioni. Un programma di messaggistica che sta guadagnando nuovi utenti molto rapidamente è Telegram, un'app di messaggistica simile a WhatsApp ma con un atenzione particolare alla privacy. Ci sono state alcune critiche mosse nei confronti di questo servizio da parte di esperti di crittografia in quanto l'algoritmo utilizzato non sarebbe così sicuro come presentato ma ad oggi nessuno è riuscito ad intercettare il contenuto di una chat protetta da telegram nonostante i premi messi in palio dagli sviluppatori. Telegram è associato ad un numero telefonico in maniera simile a whatsapp e consente di settare timer per l'autodistruzione di messaggi all'interno delle chat protette.

Un'altra alternativa per comunicare in sicurezza (anche telefonicamente) è rappresentata dal protocollo Open Whisper. Il software Signal utilizza una codifica più tradizionale rispetto a telegram e consente sia di inviare messaggi che di effettuare chiamate rappresentando una valida alternativa sia a Skype che a WhatsApp. Questa organizzaizone no-profit si impegna a fornire software per proteggere le comunicazioni e fornire soluzioni a coloro che cercano una maggiore privacy dopo le informazioni portate alla luce da Snowden sulla sorveglianza di massa. Da notare che recentemente WhatsApp ha incorporato il protocollo Open Whisper nella versione per Android permettendo di effettuare comunicazioni più sicure.

Open Whisper Systems

Soluzioni in arrivo

Ci sono alcuni sistemi rivoluzionari in fase avanzata di progettazione basati su differenti protocolli che forniranno un livello di protezione ancora superiore. Citiamo in particolare TOX, un sistema di comunicazione basato sul protocollo Onion della rete TOR e Bleep prodotto da uTorrent che utilizza la tecnologia peer-to-peer.

Sarà interessante vedere se la blockchain potrà essere utilizzata per sistemi di messaggistica anche se la natura pubblica della rete è più adatta a creare messaggi accessibili da tutti e non cancellabili piuttosto che servizi di comunicazione privati. Non è da escludere che una separata blockchain venga però creata per questi scopi.

Bleep

Nulla da nascondere

Certamente anche chi opera al di fuori delle leggi come trafficanti, rapitori, terroristi e criminali in genere ha necessità di mantenere le proprie comunicazioni private, tema utilizzato di recente per criticare gli strumenti crittografici, ma vi sono anche una serie di persone per cui la privacy non è solo un diritto ma una necessità. Dissidenti politici, giornalisti, whistleblower, utenti che non si fidano di aziende centralizzate, aziende che devono proteggere le proprie comunicazioni e anche comuni cittadini che vogliono rivendicare il proprio diritto alla privacy, proteggendo informazioni che seppur apparentemente banali forniscono un quadro piuttosto completo di chi siamo.

Sta poi a noi valutare le opzioni consapevolmente e decidere se la possibilità di comunicare in modo privato e proteggere i nostri dati personali rappresenti un incentivo sufficiente a rinunciare, almeno in parte, alla comodità fornita da servizi integrati, centralizzati e gratuiti dove però spesso il prezzo da pagare è il diritto alla nostra privacy.

TOX