Un sondaggio delle banche della Silicon Valley rivela i timori del settore per il 2016

L'ultimo sondaggio delle banche della Silicon Valley rivela che le aziende Fintech considerano le regolamentazioni una delle più grandi preoccupazioni nel 2016.

Un sondaggio delle banche della Silicon Valley rivela i timori del settore per il 2016

L'ultimo sondaggio delle banche della Silicon Valley rivela che le aziende Fintech considerano le regolamentazioni una delle più grandi preoccupazioni nel 2016.

Secondo l'indagine, i fondatori e gli investitori delle compagnie fintech sono preoccupati che i regolatori possano rallentare l'innovazione e di conseguenza lo sviluppo delle imprese.

“Ben il 43% dei 101 intervistati durante l'evento Fintech Mashup di SVB, ha affermato che i cambiamenti normativi sono i più difficili da affrontare, il problema numero uno oltre la riluttanza delle aziende ad adottare nuove tecnologie. La terza sfida più grande dell'industria Fintech è il cambiamento nel comportamento dei consumatori con il 18% dei votanti , seguita dall'accesso al credito e ai finanziamenti con il 15%”, si legge nella pubblicazione.

L'indagine mostra che il 24% degli intervistati hanno interesse a rimodernare i servizi finanziari tradizionali. Inoltre, mentre il 46% degli intervistati parla di blockchain come un problema da risolvere, la maggior parte degli intervistati – il 54% ritiene che questa tecnologia “sta fornendo soluzioni alle istituzioni finanziarie”.

Bruce Wallace, Chief Digital Officer alla SVB Financial Group, dichiara:

“I partecipanti alla manifestazione Fintech Mashup convalidano quello che le compagnie fintech di tutto il mondo stanno vociferando in questi ultimi anni – una strategia di regolamentazione efficente è fondamentale per il successo finale”.

Bruce Wallace, Chief Digital Officer di SVB Financial Group

CoinTelegraph ha chiesto ad esperti di Bitcoin e Blockchain cosa pensano delle questioni normative, essendo uno dei maggiori problemi che rallentano l'innovazione in questo momento.

Alena Vranova, Co-fondatrice e CEO di SatoshiLabs, ha commentato:

“Credo che la regolamentazione [di Bitcoin come denaro e tecnologia] non solo è inutile, ma è nociva. Un'autorità legislativa centrale non potrà mai stimare adeguatamente lo sviluppo di un tale fenomeno. L'unica influenza positiva che posso immaginare da parte dello Stato è di esprimere sostegno e fare sì che le banche non blocchino i conti delle imprese che lavorano con Bitcoin impedendo loro la normale interazione con il sistema bancario.”

Jamie Burke, socio fondatore di OutlierVentures.io, ha detto:

“Come compagnia che investe attivamente in tecnologie blockchain per il fintech, i due rischi maggiori che vediamo personalmente sono la posizione del governo britannnico sulla crittografia e i nostri partner bancari che valutano la nostra azienda a rischio in quanto 'in qualche modo coinvolta nel mondo crypto'.”

“Per quanto riguarda la politica del governo britannnico nei confronti della crittografia, una pietra miliare fondamentale nei sistemi blockchain, si rischia di sprecare l'opportunità di essere il centro dell'innovazione legato a blockchain non solo in Europa ma nel mondo”, ha detto Jamie Burke. “So già di una manciata di start-up tra le più promettenti in questo settore, come Eris Industries che hanno lasciato il Paese come conseguenza di questa situazione. Io stesso stavo per creare un incubatore Blockchain con milioni in finanziamenti qui nel Regno Unito, ma dovrò prendere seriamente in considerazione di spostarmi in una giurisdizione più amichevole, se l'isteria alimentata dalla recente escalation del terrorismo, spingesse il governo ad una posizione regressiva. Vorrei proporre attivamente un dialogo più ponderato insieme con i legislatori. Conoscere la situazione normativa con chiarezza diventa sempre più urgente per quelli di noi che vogliono mettere radici.”