
Standard Chartered rinvia al 2030 la previsione di 2.000 miliardi di dollari per le stablecoin mentre crescono i volumi delle transazioni
La banca ha individuato quattro mercati distinti delle stablecoin, con USDC in testa nei pagamenti e nelle transazioni tra agenti di IA, mentre si intensifica la concorrenza sui rendimenti delle riserve.

Standard Chartered afferma che l’attività transazionale delle stablecoin continua a crescere, anche se il valore complessivo del mercato si è stabilizzato, suggerendo che le stablecoin esistenti circolino più frequentemente, anziché essere la nuova offerta ad alimentare la crescita.
In un rapporto condiviso con Cointelegraph, la banca ha dichiarato di aspettarsi ora che la capitalizzazione di mercato delle stablecoin raggiunga i 2.000 miliardi di dollari entro il 2030, due anni più tardi rispetto alle previsioni iniziali, dopo che quest’anno il mercato si è stabilizzato intorno ai 309 miliardi di dollari.
Geoffrey Kendrick, responsabile della ricerca sugli asset digitali di StanChart, ha affermato che l’utilizzo delle stablecoin continua ad ampliarsi nonostante la crescita più lenta dell’offerta, con le stablecoin esistenti che passano di mano più frequentemente man mano che i loro casi d’uso si diversificano.
Kendrick ha individuato quattro mercati distinti, ciascuno con dinamiche competitive differenti. USDt (USDT) di Tether domina il risparmio nei mercati emergenti, mentre USDC (USDC) di Circle è in testa nei pagamenti dei mercati sviluppati. USDC e USDe di Ethena hanno consolidato posizioni solide nel trading di criptovalute, mentre USDC è inoltre in testa nel mercato, molto più piccolo, delle transazioni tra agenti di IA.
La banca prevede che la concorrenza più intensa si verificherà nei pagamenti dei mercati sviluppati, dove concorrenti come USDG, M^0 e le reti di stablecoin multilaterali perseguono alternative all’infrastruttura di pagamento esistente.
Secondo Kendrick, il modo in cui gli emittenti e le reti di pagamento dividono il rendimento generato dalle riserve delle stablecoin potrebbe infine determinare quali concorrenti guadagneranno quote di mercato.

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I cambiamenti normativi e contabili negli Stati Uniti potrebbero influenzare l’uso delle stablecoin
Le previsioni riviste di Standard Chartered arrivano mentre gli sviluppi normativi e contabili negli Stati Uniti potrebbero influenzare il modo in cui le aziende utilizzano le stablecoin.
Da quando il GENIUS Act è stato approvato nel 2025, le autorità di regolamentazione statunitensi hanno proposto norme che disciplinano l’emissione delle stablecoin, i requisiti di riserva e la tutela dei consumatori. Alcune misure hanno inoltre chiarito i limiti di tali tutele, tra cui una proposta della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) che escluderebbe i detentori di stablecoin dall’assicurazione sui depositi pass-through.
Il Dipartimento del Tesoro ha inoltre portato avanti l’attuazione della legge. Ad agosto ha proposto norme che limitano l’emissione di stablecoin negli Stati Uniti agli emittenti autorizzati a livello federale o statale, con l’entrata in vigore dei requisiti di licenza prevista per gennaio 2027.
Separatamente, ad agosto, il Financial Accounting Standards Board (FASB), che stabilisce i principi contabili statunitensi, ha proposto un aggiornamento che potrebbe influire su come le aziende riportano determinate stablecoin nei loro bilanci.
La società di pagamenti blockchain Tempo ha dichiarato che le modifiche proposte potrebbero facilitare l’uso delle stablecoin da parte delle aziende per i pagamenti e il regolamento senza introdurre ulteriori complicazioni contabili.
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