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Amin Haqshanas
Scritto da Amin Haqshanas,Giornalista di redazione
Bryan O'Shea
Revisionato da Bryan O'Shea,Redattore

Il colosso dell’alluminio Alcoa pronto a vendere una fonderia inattiva al miner Bitcoin NYDIG

Alcoa sta per concludere la vendita della sua fonderia inattiva di Massena East al NYDIG, con i siti industriali USA che si orientano sempre più verso il mining Bitcoin e i data center per AI

Il colosso dell’alluminio Alcoa pronto a vendere una fonderia inattiva al miner Bitcoin NYDIG
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Il colosso statunitense dell’alluminio Alcoa sarebbe vicino a un accordo per cedere il suo impianto di fusione Massena East, inattivo da tempo nello stato di New York, alla società di mining Bitcoin New York Digital Investment Group (NYDIG).

L’azienda è in fase avanzata di trattative e prevede che l’operazione si concluda “nella parte centrale di quest’anno”, ha dichiarato venerdì il CEO Bill Oplinger a Bloomberg. Il sito, situato lungo il fiume San Lorenzo, è inattivo dal 2014, quando Alcoa ne decretò la chiusura a causa dell’aumento dei costi energetici e della crescente concorrenza globale.

Progettati per operazioni industriali pesanti attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7, gli impianti di fusione dell’alluminio dispongono già di sottostazioni, linee di trasmissione e connessioni alla rete ad alta capacità. Questo li rende obiettivi particolarmente interessanti per i miner Bitcoin e gli operatori di data center, che spesso impiegano anni per ottenere autorizzazioni infrastrutturali simili partendo da zero.

Massena East beneficia inoltre dell’energia idroelettrica fornita dalla New York Power Authority, un fattore chiave per le aziende ad alta intensità energetica che cercano fonti di energia a basso costo e con minori emissioni.

Le fonderie statunitensi si trasformano in data center crypto e AI

La potenziale vendita si inserisce in una tendenza più ampia negli Stati Uniti, dove siti industriali dismessi vengono riconvertiti per infrastrutture digitali. All’inizio di quest’anno, Century Aluminum ha venduto il suo impianto di fusione di Hawesville, in Kentucky, a TeraWulf per 200 milioni di dollari, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura per l’high-performance computing (HPC) e l’intelligenza artificiale, anziché per un utilizzo industriale tradizionale.

Da inizio anno le azioni di TeraWulf hanno registrato un rialzo dell'80%. Fonte: Yahoo! Finance

Nel frattempo, il New York Digital Investment Group (NYDIG) ha continuato ad ampliare la propria presenza nelle infrastrutture di mining Bitcoin (BTC). La società, controllata da Stone Ridge Asset Management, detiene già una partecipazione in Coinmint, che gestisce hardware di mining nello stesso sito tramite un contratto di locazione a lungo termine.

Lo scorso anno, Crusoe Energy ha inoltre accettato di vendere a NYDIG la propria attività di mining Bitcoin, comprese le operazioni di mitigazione del flaring digitale.

I miner Bitcoin puntano sull'AI

Il rinnovato slancio del New York Digital Investment Group (NYDIG) nel mining Bitcoin arriva mentre altri miner stanno sempre più orientandosi verso l’intelligenza artificiale e il cloud computing, con la riduzione dei margini nel mining che li spinge a diversificare le fonti di ricavo.

All’inizio di quest’anno, MARA Holdings ha acquisito una partecipazione del 64% nella società infrastrutturale francese Exaion, ottenendo così un punto d’ingresso nei servizi AI. Altri miner, tra cui Hive, Hut 8, TeraWulf e Iren, stanno anch’essi riconvertendo le strutture di mining in data center, mentre alcuni, come CoreWeave, sono passati completamente a infrastrutture focalizzate sull’intelligenza artificiale.

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