
Prestiti e rendimenti su Bitcoin potrebbero alimentare la prossima ondata di domanda istituzionale, afferma Rootstock
Un nuovo rapporto sostiene che mettere al lavoro le partecipazioni istituzionali in Bitcoin attraverso prestiti, garanzie e finanziamenti potrebbe creare una domanda ulteriore rispetto al suo ruolo di riserva di valore.

Un nuovo rapporto di RootstockLabs, sviluppatore di infrastrutture per Bitcoin, sostiene che la prossima ondata di domanda istituzionale per Bitcoin potrebbe derivare dai prestiti, dalla generazione di rendimenti e dai finanziamenti di bilancio, ampliandone il ruolo oltre quello di riserva di valore.
RootstockLabs stima che attualmente appena l’1,5% dell’offerta di Bitcoin (BTC) partecipi ai prestiti e alla finanza nativa di Bitcoin, mentre gli investitori istituzionali identificabili detengono circa 3,9 milioni di BTC. Mettere al lavoro una quota maggiore di queste partecipazioni potrebbe creare una domanda aggiuntiva per l’asset senza modificarne l’offerta fissa.
L’analisi individua due fonti emergenti di utilità finanziaria: generare rendimenti dalle partecipazioni esistenti in Bitcoin attraverso prestiti e credito strutturato, e usare Bitcoin insieme a passività denominate in valuta fiat per migliorare l’efficienza dei bilanci aziendali. RootstockLabs sostiene che entrambe potrebbero incoraggiare le istituzioni ad acquistare e conservare più BTC.

L’evoluzione dell’utilità finanziaria di Bitcoin rispetto agli asset tradizionali. Fonte: rapporto RootstockLabs
Il rapporto delinea uno scenario ipotetico in cui le partecipazioni istituzionali in Bitcoin raddoppiano, raggiungendo 7,8 milioni di BTC. Se il 5% di tali partecipazioni producesse un rendimento annuo del 5%, le istituzioni genererebbero collettivamente 19.500 BTC all’anno. La cifra rappresenta i potenziali rendimenti sulle partecipazioni esistenti, non una previsione di nuova domanda di Bitcoin.
Tracciando un parallelo con l’oro, il rapporto sostiene che gli asset monetari di successo sviluppano ulteriori fonti di domanda oltre al loro ruolo originario di riserve di valore. Mentre l’oro ha trovato impiego nella gioielleria e nell’elettronica, RootstockLabs ritiene che la prossima fonte di utilità di Bitcoin emergerà attraverso i mercati finanziari.
La finanziarizzazione di Bitcoin potrebbe introdurre nuovi rischi?
Interpellato sui rischi associati alla crescente finanziarizzazione di Bitcoin, Tony DiCarlo, direttore delle proposte istituzionali presso RootstockLabs e autore del rapporto, ha riconosciuto le preoccupazioni, sostenendo però che la struttura sottostante di Bitcoin offre importanti vantaggi. Ha dichiarato a Cointelegraph:
Sì, la finanziarizzazione comporta rischi concreti. Le riserve frazionarie, la re-ipotecazione e l’eccesso di leva finanziaria possono svilupparsi attorno a qualsiasi asset scarso. Le caratteristiche di Bitcoin riducono parte di tale rischio, poiché le garanzie sono verificabili on-chain, le regole di liquidazione sono programmabili e l’offerta di garanzie non può essere diluita.
DiCarlo ha affermato che i default dei debitori, i problemi di custodia e l’effettiva applicabilità giuridica restano fonte di preoccupazione, mentre la volatilità di Bitcoin aumenta i rischi legati alla leva finanziaria.
Tuttavia, ha sostenuto che i benefici della finanziarizzazione potrebbero superare di gran lunga tali rischi, citando i prestiti da 750 milioni di dollari garantiti da Bitcoin di MARA, destinati a contribuire al finanziamento dell’acquisizione pianificata di una centrale elettrica in Ohio. L’accordo consente a MARA di conservare le proprie partecipazioni in Bitcoin usandole al contempo come garanzia per finanziare infrastrutture nel mondo reale.

Le caratteristiche chiave di Bitcoin per la finanza moderna. Fonte: rapporto RootstockLabs
DiCarlo ha inoltre riconosciuto che l’adozione istituzionale potrebbe concentrare le partecipazioni in Bitcoin nelle mani di un numero ristretto di custodi. Sebbene gli exchange-traded fund spot su Bitcoin siano stati un importante motore dell’adozione istituzionale, “gli azionisti possiedono quote, non monete”, ha affermato, avvertendo che pochi grandi custodi potrebbero finire per detenere la maggior parte dei Bitcoin.
Ciononostante, DiCarlo ha ribadito che l’architettura decentralizzata di Bitcoin resta un vantaggio fondamentale, consentendo ai detentori di mantenere il controllo dei propri asset e permettendo servizi finanziari con meno intermediari, riducendo potenzialmente i rischi di controparte e le commissioni.
La caratteristica distintiva di Bitcoin è che non appartiene a nessuno e non serve un intermediario per usarlo. I detentori mantengono il controllo delle proprie chiavi e, poiché ci sono meno intermediari, i servizi finanziari costruiti su Bitcoin possono comportare un rischio di controparte e commissioni inferiori. Questi vantaggi attirano gli utenti e premiano gli sviluppatori che progettano soluzioni basate su di essi.

