
La Cina punta al 2030 per completare la sua rete blockchain nazionale
Il piano quinquennale cinese per lo sviluppo digitale prevede un uso più ampio della blockchain nel commercio e nella manifattura, insieme a standard tecnici più solidi.

La Cina ha fissato al 2030 l’obiettivo di completare in larga misura una rete blockchain nazionale, nell’ambito di un piano quinquennale per lo sviluppo digitale pubblicato venerdì.
Il 15º Piano quinquennale per l’informatizzazione nazionale, che stabilisce le priorità, prevede un uso più approfondito della blockchain nel commercio e nella finanza nel delta del fiume Yangtze, nonché una diffusione su larga scala nella manifattura e nell’agricoltura nella regione di Chengdu-Chongqing, nel sud-ovest della Cina.
Il piano di venerdì è stato emanato dalla Commissione centrale per gli affari del cyberspazio, un organo di alto livello all’interno del Partito Comunista al potere che coordina la politica di sviluppo digitale.
Il documento rende esplicito l’obiettivo di completamento per un progetto già incluso nel piano nazionale di sviluppo della Cina pubblicato a marzo. Una politica congiunta della leadership centrale del Partito Comunista e del Consiglio di Stato, pubblicata il 9 ottobre, ne aveva richiesto la costruzione.
Il nuovo piano prevede inoltre standard tecnici più solidi per la blockchain e un maggiore utilizzo della tecnologia nella circolazione e nel commercio dei dati.
La Cina continentale vieta le attività commerciali legate alle criptovalute, ma promuove la tecnologia blockchain come priorità nazionale.
Nell’ottobre 2019, il presidente Xi Jinping ha chiesto maggiori investimenti nella blockchain e l’ha identificata come un’area importante per lo sviluppo delle capacità tecnologiche proprie della Cina.
