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Scritto da Sam BourgiAutoreRecensito da Robert LakinRedattore

Bolivia valuta possibilità di riconoscere USDT come valuta di pagamento a causa della carenza di dollari

Ultime notiziePubblicato19 lug 2026

Con le riserve valutarie che continuano a essere sotto pressione, la Bolivia starebbe valutando l’adozione di un quadro normativo che consenta l’utilizzo della stablecoin più grande al mondo per i pagamenti, il risparmio e il commercio.

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La Bolivia sta valutando l’integrazione dell’USDt di Tether nel proprio sistema nazionale di pagamenti, una mossa che potrebbe rappresentare una delle iniziative più significative di adozione delle stablecoin in America Latina, in un momento in cui il Paese è alle prese con una persistente carenza di dollari statunitensi.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pubbliche, Jose Gabriel Espinoza, ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa che il governo sta valutando un quadro normativo che consentirebbe all’USDT di circolare «come una valuta qualsiasi», accanto al boliviano e al dollaro statunitense.

Secondo il sito di notizie spagnolo CriptoNoticias, il quadro normativo è ancora in fase di revisione e, se adottato, riconoscerebbe l’USDT per le transazioni quotidiane, inclusi pagamenti, risparmi e scambi commerciali, senza fare affidamento esclusivamente sul contante o sul sistema bancario tradizionale.

Espinoza ha affermato che qualsiasi introduzione richiederebbe un solido quadro normativo e rigorose misure antiriciclaggio, poiché la Bolivia rimane nella lista grigia del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), che identifica le giurisdizioni soggette a maggiore monitoraggio a causa di carenze nella prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

Fonte: EL DEBER

La proposta rientra nella più ampia strategia della Bolivia volta ad abbracciare le risorse digitali, a seguito della revoca, nel 2024, del divieto di lunga data sulle criptovalute. Da quando è entrata in carica alla fine del 2025, l’amministrazione del presidente Rodrigo Paz Pereira si è impegnata a integrare le risorse digitali nel sistema finanziario formale, aprendo la strada alle banche affinché possano offrire prodotti e servizi legati alle criptovalute, compresi i conti basati su stablecoin.

L’USDT è la stablecoin più grande al mondo, con una capitalizzazione di mercato che supera i 184 miliardi di dollari, secondo CoinMarketCap.

Carenza di dollari alimenta diffusione stablecoin

L’iniziativa della Bolivia relativa alla stablecoin arriva in un momento in cui il Paese è alle prese con una prolungata carenza di dollari statunitensi, ampiamente utilizzati insieme alla valuta nazionale, il boliviano.

Come riportato da Reuters, la Bolivia ha mantenuto un tasso di cambio ufficiale di 6,86 boliviani per dollaro statunitense per gli acquisti e di 6,96 per le vendite dal 2011 fino all’inizio di quest’anno, quando la crescente pressione sulle riserve valutarie ha costretto il governo ad abbandonare l’ancoraggio di lunga data. La conseguente carenza di dollari ha alimentato l’espansione di un mercato valutario parallelo, in cui il dollaro veniva scambiato con un forte premium rispetto al tasso ufficiale.

Il crescente divario tra il tasso di cambio ufficiale e quello parallelo ha stimolato la domanda di alternative denominate in dollari, tra cui le stablecoin come l’USDT, sempre più utilizzate per i pagamenti.

La Bolivia si è classificata ai primi posti nella valutazione di Chainalysis del 2025 sull’adozione delle crypto in America Latina, con un volume totale di transazioni pari a 14,8 miliardi di dollari in un periodo di 12 mesi.

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