
CEO del Solana Institute: il CLARITY Act deve proteggere gli sviluppatori open-source
Kristin Smith ha esortato il Senato a preservare le protezioni per i developer nel CLARITY Act, sostenendo che gli sviluppatori open-source non dovrebbero essere regolamentati come intermediari finanziari

La CEO del Solana Institute, Kristin Smith, sta esortando il Senato degli Stati Uniti ad approvare il disegno di legge CLARITY sulla struttura del mercato crypto, mantenendo intatte le protezioni per i developer, sostenendo che gli sviluppatori open-source e i fornitori di infrastrutture blockchain non dovrebbero essere regolamentati come intermediari finanziari.
In un thread sulla piattaforma social X, Smith ha affermato che la legislazione sulla struttura del mercato “ha una reale possibilità di essere approvata dal Senato”, rendendo fondamentale che i legislatori preservino le protezioni per gli sviluppatori di software.

Fonte: Kristin Smith on X.com
Smith ha affermato che oltre 60 CEO e founder crypto, incluso il cofondatore di Solana, Anatoly Yakovenko, hanno firmato una lettera aperta esortando il Senato a mantenere solide protezioni per gli sviluppatori nel CLARITY Act.
Secondo Smith, gli sviluppatori open-source, i validatori e i fornitori di wallet non-custodial non controllano i fondi degli utenti né eseguono transazioni, e pertanto non dovrebbero essere trattati come broker o custodian.
Smith ha indicato il Blockchain Regulatory Certainty Act, o BRCA, che fornirebbe certezza giuridica agli sviluppatori software non controllanti e ai fornitori di infrastrutture blockchain che non custodiscono asset dei clienti né controllano le transazioni.
Introdotto a gennaio dai senatori Cynthia Lummis e Ron Wyden, il BRCA bipartisan mira a impedire che gli sviluppatori open-source siano classificati come “money transmitter” soltanto per aver pubblicato codice software.
Il CLARITY Act ha superato la Senate Banking Committee a maggio ed è stato recentemente inserito nel Senate Legislative Calendar, aprendo la strada a un possibile voto in aula più avanti questa estate.
Si fa eco alle richieste della commissaria della SEC Peirce a tutela degli sviluppatori
I commenti di Smith riecheggiano le recenti dichiarazioni della commissioner della Securities and Exchange Commission (SEC) staunitense, Hester Peirce, che la scorsa settimana ha sostenuto che la pubblicazione di codice blockchain open-source è una forma di espressione protetta e che gli sviluppatori non dovrebbero essere trattati come intermediari finanziari semplicemente perché altri utilizzano il loro software.
Intervenendo all’IC3 Blockchain Camp presso la Princeton University, Peirce ha affermato che “molti progetti blockchain implicano la pubblicazione di software open-source, che generalmente è un’attività protetta dal Primo Emendamento”.

Fonte: CoinMarketCap on X.com
Il mandato della SEC in materia di asset digitali ha subito una significativa evoluzione sotto la guida dell'attuale presidente Paul Atkins, il quale si è impegnato a porre fine all'approccio dell'agenzia basato sulla “regolamentazione attraverso la repressione” nei confronti del settore.
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