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Scritto da Nate KostarAutoreRecensito da Robert LakinRedattore

Promotori crypto in UK lanciano campagna contro banche che bloccano trasferimenti verso exchange

Ultime notiziePubblicato11 giu 2026

Secondo Stand With Crypto UK, le banche starebbero limitando l'accesso agli exchange regolamentati proprio mentre i responsabili politici cercano di posizionare il Paese come polo di innovazione nel settore degli asset digitali.

Stand With Crypto UK sta esortando i suoi 286.000 membri a contestare le restrizioni imposte dalle banche britanniche sui trasferimenti verso gli exchange di criptovalute, sostenendo che i limiti generalizzati sulle transazioni verso piattaforme regolamentate limitano l'accesso alle risorse digitali.

La nuova campagna cita un rapporto del Cryptoassets Business Council del Regno Unito secondo cui il 40% delle transazioni in criptovaluta viene bloccato o limitato dalle banche britanniche. Il gruppo sostiene che molte delle restrizioni si applicano ai trasferimenti che coinvolgono exchange registrati presso la Financial Conduct Authority del Paese e non tengono conto dei profili di rischio dei singoli clienti.

Secondo il rapporto, un exchange ha registrato quasi 1 miliardo di sterline in transazioni rifiutate in un periodo di un anno a causa di rifiuti da parte delle banche, mentre l'80% delle piattaforme intervistate ha segnalato un aumento dei trasferimenti bloccati o limitati.

Stand With Crypto ha affermato che i membri possono presentare reclami tramite uno strumento sul proprio sito web che genera lettere di contestazione delle restrizioni sui trasferimenti; le risposte delle banche dovrebbero determinare i prossimi passi della campagna.

Mark Fairless, amministratore delegato della banca di compensazione britannica ClearBank, ha dichiarato a Cointelegraph che le banche dovrebbero adottare un approccio basato sul rischio nei confronti dei pagamenti legati alle criptovalute, anziché imporre restrizioni generalizzate a tutto il settore.

«Gli interventi dovrebbero essere mirati e proporzionati, poiché i blocchi generalizzati rischiano di minare la concorrenza e la capacità delle imprese regolamentate di operare efficacemente nel Regno Unito», ha affermato Fairless.

Norme su stablecoin restano al centro dell'attenzione dei responsabili politici britannici

La campagna si inserisce nel contesto degli sforzi in corso da parte delle autorità di regolamentazione per sviluppare un quadro normativo a livello nazionale per le stablecoin.

All'inizio di maggio, una commissione della Camera dei Lord ha esaminato le proposte di regolamentazione delle stablecoin, con i legislatori che hanno interrogato i dirigenti del settore sui rischi di corsa agli sportelli, sui controlli antiriciclaggio e sul potenziale impatto delle stablecoin sul sistema bancario tradizionale.

Più tardi nello stesso mese, la Banca d'Inghilterra ha dichiarato di stare riconsiderando i limiti proposti sulle detenzioni di stablecoin e sui requisiti di riserva, mentre rivedeva il proprio quadro normativo per le stablecoin denominate in sterline.

La revisione arriva mentre le autorità di regolamentazione cercano di sostenere la crescita di un mercato interno delle stablecoin, limitando al contempo i potenziali rischi per il finanziamento bancario e la stabilità finanziaria, con le stablecoin non denominate in dollari che attualmente rappresentano solo una piccola frazione del mercato globale.

Capitalizzazione di mercato totale delle stablecoin. Fonte: DefiLlama

A giugno, una commissione della Camera dei Lord ha affermato che alcuni requisiti proposti per le stablecoin, tra cui le norme in materia di riserve e detenzione, potrebbero limitare la redditività dei token denominati in sterline. La commissione ha esortato le autorità di regolamentazione a evitare misure che potrebbero frenare la crescita del settore, mentre si sta definendo il quadro normativo nazionale sulle stablecoin.

Oltre alle stablecoin, le autorità di regolamentazione hanno anche promosso iniziative più ampie in materia di asset digitali. A maggio, la banca centrale ha proposto di estendere gli orari di operatività dell'infrastruttura di regolamento del Paese per supportare i mercati tokenizzati, mentre l'Autorità di vigilanza finanziaria (FCA) ha proposto l'8 giugno di consentire ad alcuni fondi di investimento orientati al retail di allocare fino al 10% dei propri portafogli in prodotti crittografici negoziati in borsa.

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