Il mining di Bitcoin rischia di diventare sempre più centralizzato nel tempo, mentre l’intelligenza artificiale potrebbe muoversi nella direzione opposta, secondo Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy Digital.
Thorn ha spiegato che, sebbene il mining di Bitcoin sia nato come attività decentralizzata — con utenti che minavano BTC dai propri computer personali — nel tempo si è fortemente centralizzato, richiedendo oggi ASIC o infrastrutture su scala industriale.
“L’AI potrebbe seguire il percorso opposto,” ha affermato Thorn, spiegando che l’intelligenza artificiale è partita da sistemi centralizzati ma potrebbe decentralizzarsi con il progresso dei modelli open-source, sempre più competitivi.
“Se i modelli locali continueranno a diventare più piccoli, più economici e più efficienti, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare sempre più personalizzata e integrata nei dispositivi.”
Questa divergenza mette in discussione la promessa fondamentale della crypto: la decentralizzazione. Se il mining di Bitcoin dovesse proseguire sulla strada della centralizzazione, potrebbero sorgere preoccupazioni riguardo alla resilienza della rete nel lungo periodo.

Il mercato dell'Edge AI è destinato a crescere del 300% nei prossimi otto anni
L’edge AI computing si riferisce all’implementazione e all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale direttamente su dispositivi locali o “at the edge (ai margini)” della rete, invece di inviare tutti i dati a server cloud centralizzati o a grandi data center per l’elaborazione.
Il mercato globale dell’edge AI è previsto in crescita da circa 25 miliardi di dollari nel 2025 a 119 miliardi entro il 2033, secondo Grand View Research.
Secondo la società di ricerca, il mercato sta registrando una crescita significativa trainata dalla “rapida espansione dell’IoT (Internet of Things) e dei dispositivi connessi.”
Questo trend sta aumentando la domanda di elaborazione dei dati in tempo reale e a bassa latenza, favorendo l’adozione di automazioni basate su AI in diversi settori, oltre a una “crescente attenzione alla privacy dei dati e all’intelligenza localizzata ai margini della rete,” ha aggiunto GVR.

Il mining Bitcoin è geograficamente decentralizzato
Il crypto exchange KuCoin ha riportato venerdì che il mining Bitcoin sta diventando sempre meno sostenibile negli Stati Uniti, con il costo per minare un singolo BTC che in alcune regioni ha superato i 100.000 $ a causa dell’aumento dei costi energetici.
Questo sta portando a una migrazione geografica dell’hash rate, che si sta spostando attivamente verso il “Global South”, con Paraguay ed Etiopia emergenti come principali destinazioni grazie all’eccesso di energia idroelettrica disponibile.
Questo fenomeno potrebbe contribuire a decentralizzare il mining, almeno dal punto di vista geografico.
“Questa decentralizzazione della potenza di mining tra diversi continenti rafforza la sicurezza della rete, rendendola meno vulnerabile agli shock politici o ambientali di un singolo Paese,” si legge nel report.

