
Hyperliquid e Paradigm chiedono la revisione della regola antiriciclaggio del GENIUS Act
L’Hyperliquid Policy Center e Paradigm affermano che le norme antiriciclaggio del Tesoro legate al GENIUS Act impongono obblighi eccessivi agli emittenti di stablecoin

Il braccio di lobbying dell’exchange di futures crypto Hyperliquid e la società di venture capital Paradigm hanno esortato il Tesoro statunitense a rivedere una proposta di regolamento in materia di antiriciclaggio e sanzioni per gli emittenti di stablecoin.
L’Hyperliquid Policy Center e Paradigm hanno affermato in una lettera inviata martedì che alcuni obblighi relativi al mercato secondario dovrebbero essere chiariti o ristretti “per evitare conseguenze indesiderate per l’infrastruttura blockchain permissionless e l’ecosistema DeFi”.
I due hanno dichiarato di sostenere l’approccio del Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), che prevede di imporre gli obblighi di compliance al “mercato primario”, come nel caso degli emittenti che dispongono di informazioni sui clienti, adottando invece un “approccio limitato” al mercato secondario, dove gli emittenti vedono soltanto wallet e transazioni.
“Lo stesso principio dovrebbe guidare l’attuazione da parte delle agenzie dei requisiti AML e sulle sanzioni per le stablecoin distribuite in ambienti permissionless”, hanno sostenuto.
La lettera rispondeva a una regola proposta dal Tesoro ad aprile per implementare le disposizioni del GENIUS Act relative agli emittenti di stablecoin, imponendo loro la capacità di bloccare, congelare o respingere transazioni che violino la legge statunitense o le sanzioni, sia nei mercati primari sia in quelli secondari.

Fonte: Stefan Schropp
Hyperliquid e Paradigm hanno affermato che la proposta include l’attività del mercato secondario nel perimetro di compliance degli emittenti, un ambito che questi ultimi “non possono controllare in modo significativo”.
Secondo le due organizzazioni, la proposta tratta inoltre le interazioni con smart contract come attività che comportano responsabilità in materia di sanzioni, “indipendentemente dal fatto che l’emittente abbia un qualsiasi rapporto con le parti coinvolte nella transazione, o visibilità su di esse”.
I due hanno sostenuto che un emittente soggetto agli obblighi proposti sarebbe incentivato a distribuire le proprie stablecoin soltanto in ambienti permissioned, il che, a loro avviso, porterebbe le stablecoin regolamentate negli Stati Uniti a uscire dalla finanza decentralizzata, creando “un vuoto riempito da alternative non regolamentate, offshore e non denominate in dollari”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato lo scorso anno il GENIUS Act, che ha delineato il modo in cui stablecoin ed emittenti devono essere regolamentati. Le agenzie federali stanno attualmente valutando come implementare la legge, che entrerà in vigore al più tardi nel gennaio 2027.
Il Senato sta attualmente discutendo un disegno di legge crypto che potrebbe includere ulteriori regole per gli emittenti di stablecoin e rimuovere la responsabilità degli sviluppatori di piattaforme crypto in materia di antiriciclaggio e conformità alle sanzioni.
Le disposizioni della proposta, denominata CLARITY Act, sono ancora in discussione, e alcuni legislatori stanno spingendo per un voto dell’intero Senato sul disegno di legge prima delle elezioni di novembre.
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