
La Thailandia adotta la Travel Rule sulle criptovalute con controlli sui wallet autocustoditi
La Thailandia ha adottato una Travel Rule sulle criptovalute che impone agli operatori di asset digitali di verificare il controllo dei wallet autocustoditi e conservare i dati delle transazioni per cinque anni.

La Thailandia sta rafforzando la supervisione sui trasferimenti di criptovalute, comprese le transazioni che coinvolgono wallet autocustoditi, mentre procede ad allinearsi agli standard globali contro il riciclaggio di denaro (AML).
La Securities and Exchange Commission (SEC) thailandese ha emanato nuove norme sulla Travel Rule che impongono agli operatori di asset digitali di raccogliere informazioni sulle parti coinvolte nei trasferimenti di criptovalute, ha annunciato mercoledì l’autorità di regolamentazione.
Le norme entreranno in vigore il 27 febbraio 2027, dando alle aziende crypto quasi sei mesi per sviluppare sistemi per la trasmissione, la ricezione e il monitoraggio delle informazioni sulle transazioni.
La Thailandia si unisce a una crescente iniziativa globale per tracciare chi invia e riceve criptovalute, mentre il Financial Action Task Force (FATF) ha stimato che l’83% delle giurisdizioni oggetto dell’indagine aveva approvato una legislazione sulla Travel Rule nel 2026.
I wallet autocustoditi saranno sottoposti a controlli sulla proprietà
Secondo il nuovo quadro normativo, gli operatori thailandesi di asset digitali devono verificare la proprietà o il controllo dei wallet autogestiti, o autocustoditi, quando i clienti inviano criptovalute a tali wallet o le ricevono da essi.
A differenza dei wallet gestiti da exchange centralizzati (CEX) o da depositari, i wallet autocustoditi danno agli utenti il controllo diretto delle chiavi private necessarie per accedere alle proprie criptovalute.
Gli operatori devono inoltre conservare per almeno cinque anni le informazioni associate a ogni transazione di asset digitali e rendere i dati disponibili per le verifiche delle autorità di regolamentazione.
I requisiti attribuiscono alle aziende crypto una maggiore responsabilità nell’identificare le parti coinvolte nei trasferimenti, compresi quelli che coinvolgono wallet autocustoditi. Pornanong Budsaratragoon, segretaria generale della SEC thailandese, ha affermato che le norme mirano a “ridurre il rischio che gli operatori di asset digitali vengano utilizzati per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”.
La Thailandia passa dalla consultazione alle norme definitive
Le norme definitive seguono due tornate di consultazioni pubbliche tenutesi quest’anno, iniziate con i principi proposti a marzo e una bozza di notifica a giugno. La SEC ha affermato che la maggior parte degli stakeholder ha sostenuto le proposte.
La Travel Rule arriva mentre la Thailandia valuta l’ampliamento dell’accesso ad altri prodotti crypto regolamentati. Lunedì, la SEC ha proposto di consentire agli intermediari di offrire agli investitori retail l’accesso a determinati derivati crypto negoziati su exchange esteri regolamentati.
Pochi giorni prima, l’autorità di regolamentazione aveva fatto avanzare una bozza di norme per fondi negoziati in borsa (ETF) spot su Bitcoin ed Ether, chiedendo inoltre commenti sui requisiti per i depositari esteri di asset digitali utilizzati dai fondi che investono in criptovalute.

